Di Lucia Sirna

(Prima pubblicazione)

 

 

Premessa Amori

 

Quanti amori!

Amori felici, gioiosamente coronati, festosamente consacrati, ipocritamente accettati, benedetti, rispettati.

Per tutta la vita!

Amori sognati, invocati, sperati, tristemente immaginati, in una notte consumati.

Amori disillusi.

Mai dimenticati.

Amori nascosti.

Amori segreti, gelosamente custoditi in fondo al cuore, imprigionati, tacitamente vissuti, dolorosamente soffocati, pianti.

Ma sempre ricordati!

Amori passati.

Amori presenti.

Amori futuri.

Comunque, Amori!

Amori possibili.

Amori impossibili.

Adesso ricordo.

Faccio chiarezza nella mente.

Con fatica riordino i frammenti.

Sequenze confuse e sbiadite dalla lontananza del tempo.

Assillanti e vogliose di riesumarsi per tornare a vivere nella memoria.

Ecco.

Era una notte d’agosto.

Una calda afosa insonne notte d’agosto.

Impaziente di scorgerla trascorsi il giorno in preda all’ansia e all’irrequietezza.

L’appuntamento confermato al solito posto e al solito orario era di una cadenza noiosa.

Oramai mesi!

Eppure, l’incontro aveva mantenuto qualcosa di speciale nella sua ripetitività e poco originalità.

Magico ed eccitante per la clandestinità.

Unico per la brevità.

Mio.

Ma in quella notte tranquilla e serena qualcosa sarebbe cambiato.

Lo avvertivo.

Non riuscivo a immaginare cosa fosse.

Ma sentivo l’esigenza e la necessità di parlare con lei e di chiedere.

Non sapevo cosa e neanche il perché ma era così.

E lei anche quella notte non si fece attendere.

Arrivò puntuale.

Bellissima.

Splendida.

Illuminava la notte.

Altera la dominava e dolcemente la sottometteva.

Un viso rotondo il cui pallore risaltava i grandi occhi blu notte e le labbra rosa.

Una parvenza.

Immobile mi fissò con quel sorriso melanconico e l’espressione triste.

Sì, era sempre triste e melanconica.

Era sempre stata così allorché la conobbi.

In una notte solitaria il mio sguardo si pose su di lei bella e maledetta e non riuscii più a distoglierlo.

E da allora ogni notte la cerco.

Mi inebrio.

Ne ho bisogno.

Ore e ore a scrutarla in silenzio cercando di capire, con rabbia e invidia, con avidità immagino che sia tutta mia.

Bramoso di possederla, di penetrarla dentro e rubarle i più intimi segreti.

Ma lei non sarà mai solamente mia.

È di tutti gli altri.

Quanti altri la desiderano e la posseggono proprio nell’istante in cui io penso di averla tutta per me.

Con quanti altri la condivido a ogni appuntamento accondiscendendo tacitamente pur di sfiorarla.

Oh, vergine donna!

Tu che incanti e stranisci da tutti ammirata e amata.

Oggetto di fantasie e di suppliche.

Come fai a sopportare il tuo dolore in silenzio.

A rassegnarti a un amore impossibile.

A restare fedele finché morte non vi separi.

Dimmi!

Hai giurato fedeltà eterna ed eternamente fedele resti.

Nelle tenebre della notte.

Tra i sogni e le speranze di noi uomini mentre tu dall’alto troneggi imperiosa come una sovrana di altri tempi.

Ma i tuoi occhi tristi, l’espressione del viso, il sorriso tradiscono quell’apparente felicità che la tua vista elargisce.

Come fai ad amarlo nel silenzio delle notti.

Non hai esigenza di toccarlo, di stringerlo, di baciarlo, di possederlo.

Ti è sufficiente un amore senza passione, carnalità.

Perché continui a difendere il tuo amore dalle calunnie.

Sei fedele a chi all’amore o al tuo amato?

Quanti amori delusi hai visto nascere, finire, consumarsi.

Quanti amanti delusi, disperati hai consolato.

Con altri felici hai gioito.

Tante le sfumature dell’amore che tu però conosci solo per riflesso.

Sai l’amore fa ridere, piangere, soffocare ma non sa aspettare.

È impaziente, freme.

In amore si è protagonisti, non spettatori inerti.

L’amore si vive, non si lascia vivere.

Tanti sono gli amori che finiscono proprio perché iniziano.

Il tuo è finito o non è ancora iniziato?

È meglio perdere un amore o non avere mai amato?

Tu ami?

Lo ami?

Non rispondi!

Taci!

Lui. Impotente e maestoso.

Ricci dorati cadenti.

Occhi azzurri.

Sorriso caldo.

Focoso.

Passionale.

Travolgente.

Ne fa innamorare molte.

Sai!

Tu dici che ti pensa mentre accarezza dolcemente i corpi delle altre?

Li sfiora delicatamente.

Ne sei convinta.

Ti pensa prima o dopo, magari, durante.

È questo il vero amore tanto ambito, sognato, declamato da Voi tutte, gelosamente supplicato e ansiosamente atteso per tutta la vita.

Quello con la A maiuscola che fa palpitare, che stravolge.

Eterno.

Ti sei mai chiesta se lui ti ama davvero?

Che te lo dimostri per diamine.

Che faccia una pazzia, una sciocchezza, qualcosa.

Scusami!

Tu non hai pretese, non sei una donna.

Tu sei la Donna.

Non occorrono prove tangibili.

Sapere o credere di sapere ti è sufficiente!

Modesta e umile.

Le altre non credono per fede, sono scettiche e vogliono vedere non le sembianze ma la consistenza dell’amore.

Mi ami ma quanto mi ami.

Voglio un numero, un paio di cifre.

Conta suvvia.

Si contano i soldi, le pecore, conta pure le volte che mi ami.

E poi come mi ami.

Con la testa, il cuore, il pene, come vuol dire in che modo.

Prova a spiegarmelo con parole, gesti, schizzi.

Se vuoi disegnalo.

Mimalo.

Dimostramelo.

Non cominciare con sillogismi o teoremi.

Sii semplice e diretto.

Un bel regalo.

Si un regalo costoso.

La qualità e il prezzo dovranno essere direttamente proporzionali al nostro amore ovviamente.

Amare costa!

E per quanto tempo mi amerai?

Rifletti.

Impegnati.

Non sei in grado di rispondere.

Hai due palle, fingi che siano di vetro, guardaci dentro, concentrati e poi rispondi.

Attenzione non sono cristallo ma non sono neanche infrangibili.

Manovrare con cautela.

Nella vita servono sempre.

Non vedi nulla.

È tutto opaco.

Sarà il materiale scadente.

Vetro plastificato.

E poi.

Domande, interrogativi senza senso, significato sino a sfiorare il ridicolo.

A ridicolizzare il sentimento.

In amore non servono le domande perché non ci sono le risposte.

Non si può quantificare.

Sminuire.

Barattare.

Si ama incondizionatamente.

Senza avere nulla in cambio neanche l’amore.

Do senza avere niente in cambio, neanche l’amore?

Amore non corrisposto, unilaterale, fine a sé stesso.

Ma come si può accettare tale condizione priva di compromessi!

Tu ne sei capace.

Lo ami da sempre senza pretendere una carezza, un bacio, una promessa.

Solamente le tue speranze, i tuoi sogni, le tue illusioni.

Complimenti!

Non penso che valga la pena di essere vittima immolata all’amore.

Il vero amore non esiste.

Il vero amore è impossibile.

L’impossibilità è intrinseca alla natura stessa dell’amore.

Lei mi ascoltò.

Non proferì parola.

Io mi sfogai.

Ancora a distanza di tempo non conosco le motivazioni che mi spinsero a parlarle con tale impeto.

Sicuramente invidia per la sua capacità innata di amare.

Gelosia nei confronti del suo amato, prescelto fra tanti amanti.

Paura per l’attrazione che provavo e che ancora provo per il suo essere donna.

Quella fu l’unica volta in cui le rivolsi la parola.

Tutte le notti elevo il pensiero volgendo lo sguardo in alto per curiosare.

Al solito posto e al solito orario sono presente all’appuntamento con noiosa cadenza rituale.

La sua bellezza è immutabile.

Splendida dall’alto del suo amore impossibile troneggia.

Mi fissa triste e melanconica ma felice perché ama.

Io dal basso della mia possibilità di amare la invidio.

Non condivido il suo sacrificio ma lo rispetto.

Almeno il suo cuore è fedele a qualcuno.

Il mio infedele in amore ma fedelissimo alla libertà di amare è solo.

Una forma di amore impossibile.

Amare morbosamente la libertà.

Amare liberamente lei.

Partecipo da spettatore allo svolgersi statico della storia.

Ingenuamente mi chiedo se la luna e il sole si incontreranno o se il loro amore è veramente ed eternamente impossibile.

A un tratto si delinea la scena: la notte durerà qualche istante in più e il giorno anticiperà l’inizio.

Attimi che permetteranno loro di sfiorarsi e sarà la brevità del momento e l’intensità del gesto a consacrare il loro sentimento.

Continueranno ad amarsi e tutti sarete felici e contenti perché la storia avrà avuto il consueto e scontato patetico lieto fine di tutte le consuete e scontate patetiche storie d’amore.

Piuttosto che credere all’impossibilità di amare è consigliabile credere alla possibilità di un amore impossibile.

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