Fiaba di Nicolò Civera

Illustrazioni di Tiziana Tosi

 

Nel paese di Alberomastro, viveva Mella, una ragazza dai capelli biondi, amava la vita e girare per le strade, in cerca di nuove avventure. Caso voleva che quel giorno gliene sarebbe capitata una bella. Stava tornando verso casa sua, dopo una lezione di botanica, quando sentì un rumore provenire da un vicolo appena sorpassato, di colpo si fermò, dallo spavento. Dopo qualche secondo di silenzio sentì di nuovo lo stesso suono. Con fare curioso, Mella decise di indietreggiare, per indagare meglio su quel fatto. Nel vicolo che stava osservando, c’era solo un cassonetto di legno, con della spazzatura attorno. In seguito Mella udì nuovamente una voce, che sembrava provenire proprio dal contenitore dei rifiuti. Con coraggio si diresse verso di esso e anche se con paura lo aprì, pensò che non fosse una cosa da tutti i giorni sentire qualcuno intrappolato in un contenitore di un vicolo. A sua sorpresa non vide niente di particolare, aguzzando la vista, però, notò che una bottiglia si stava muovendo, come spostata dal vento. Era peculiare il movimento.

Ad un certo punto Mella udì ancora una volta la voce, questa volta, provenire da quel fiasco. “Cara ragazza, mi aiuteresti?” Lei si spaventò, in un’istante arretrò e in un colpo chiuse il cassonetto” Non ti spaventare, non bevo mica, ho solo bisogno di aiuto.” Mella decise allora di aprire di nuovo il contenitore di rifiuti. Scoprì da lì a poco che era proprio la bottiglia a parlare:” Non avevo mai visto una stranezza simile, scusami.” Si guardò intorno per vedere se c’era qualcuno nei paraggi, e quando si assicurò di essere da sola, prese nelle mani il recipiente di liquidi, chiedendole:” Che ci fai qui? Chi ti ha buttato?” Inizio ad asciugare la bottiglia col suo maglione, lo avrebbe dovuto lavare comunque. “Un signore rozzo che non credeva alla magia mi ha voluto gettare, ma io servo ancora, mi aiuteresti a trovare il mio scopo? Accipicchia, non ricordo che liquido contenevo talmente sono stata usata.”. Con fare amichevole la cara Mella accettò la proposta e la portò con sé a casa. La bottiglia era estasiata da quel calore appena ricevuto, non si aspettava di incontrare una persona così amorevole. Quando arrivò l’ora di cena, la bottiglia le disse che era solita a bere dell’acqua, per prendere le forze, almeno finché non avesse trovato il suo vero fluido vitale. Prima di andare a dormire discussero di come sarebbero arrivate a quella scoperta. “Prima di tutto non vorrei contenere della birra, visto gli effetti che fa alla gente.” Mella sogghignò tra sé, era d’accordo con ella. “Magari potresti provare dell’olio.” Ma anche quell’idea non andava bene a Bottiglietta. “Lascerebbe solo tanta sporcizia dentro, mi darebbe noia quel liquame.” In seguito andarono a dormire, custodendo al domani i nuovi perché.

La mattina si svegliarono fresche, felici di iniziare un nuovo giorno. A colazione Mella le fece provare dei gusti dolci, come le arance e le fragole:” Magari venivi usata per le confetture.” Ma non era sicura Bottiglietta, si intristì ancora di più. Vedendola giù di morale, Mella la portò a fare un giro per il paese. Nel parco le fece notare gli animali e la fece divertire, anche se lei era impaurita dal giocare con loro, si sarebbero fatti male giocando, visto che era fatta di vetro. La destinazione seguente fu il mercato, c’erano un sacco di sapori e odori cui considerò Bottiglietta, ma erano troppi per capire quale fosse quello giusto. Verso l’ora di pranzo ritornarono a casa. ” Sono contenta di averti trovata cara umana, potremmo stare insieme per un po’.” E così accadde, per settimane restarono insieme, nel week-end Mella la portava con sé a lavoro in un bar, dove le faceva provare leccornie assolute. Ma nessun gusto graziava Bottiglietta. Le sue idee erano chiare:” Le cose zuccherate mi divertono ma finiscono subito, l’acqua ha i minerali ma è insapore.”

Non trovarono la soluzione, fino a quando un giorno, Mella la portò in un ristorante. Stavano dolcemente assaggiando le porzioni quando ad un certo punto Bottiglietta saltò fuori con una domanda:” Che cos’è quello dietro di te?” Lei si girò e vide un quadro, spiegandole cosa fosse. “Ma cosa c’è disegnato?” Il dipinto raffigurava un vecchio anziano che beveva sopra a uno scoglio.

 

“Vorrei provare ad andare in un posto simile, immagino abbia un odore o un profumo.” Mella le disse che in effetti era salato, e non sapeva se le fosse piaciuto. In ogni caso il giorno dopo si organizzarono e partirono per il più vicino paese di mare. Arrivate a pochi quartieri di distanza da esso le diede un po’ di noia l’odore del sale a Bottiglietta: “Ma continuiamo fino ad andarci vicino, è bello blu, mi piace il colore.” Con fare triste Mella guardò la Bottiglietta e le disse di aspettarla un attimo, la mise dentro la sua borsetta. “Devo comprare una cosa”. Dopo pochi minuti Mella uscì e tirò fuori l’amica, che solo dopo avrebbe scoperto cosa aveva acquistato per lei. Arrivate in spiaggia posò a terra la Bottiglietta, che si divertì a giocare con essa, dopodiché si avvicinò al bagnasciuga. Mella restò vicino a lei per tutto il tempo, con un po’ di tristezza in volto. Bottiglietta osservò l’infinito del mare, scrutando tra le onde. “Sono arrivata.” Mella con fare lento, dalla sua borsetta, prese una penna, e il foglio che aveva precedentemente comprato nel negozio. Non aveva bisogno del suo parere per sapere cosa scriverci. “Io custodisco ricordi, e non voglio essere usata, ma libera.” Dopo averla chiusa la inserì adagiamente nella bottiglia. “Sei stata una bella compagna di viaggio, probabilmente non ci vedremo più.

 

Racconterò di te a molti viaggiatori.” Mella prese per l’ultima volta la bottiglia e si arrampicò nella scogliera, al culmine di essa diede un bacio a ella e le disse:” Fai buon viaggio, amica mia.” Lanciandola nello splendido blu.