Racconto di Lucia Traversa
Iniziativa letteraria – LaSvoltaDelCaso
Non avrei creduto accadesse, di proposito poi. Incoscienza o dimenticanza? Non è nella tua natura.
La borsa era là, sdraiata lungo la parete dello studio. Penombra. Le sue cerniere dorate mi fissavano, un ghigno di sfida. Di prima mattina non sono mai così lucida, anzi i demoni notturni si aggirano ancora nascosti dietro paraventi immaginari. L’avrei aperta? A volte il destino ti rincorre spietato pronto a darti una mano, a cadere nel baratro o a salvarti.
Dipende dai punti di vista.
Guardai fuori. 13 dicembre, come potrei dimenticare questa data.
Una pioggerellina sottile e fastidiosa cadeva già dalla notte preludio di un pianto interiore, come una prefica. Accesi la luce. Lo studio era in ordine. Maniacale come sempre la tua precisione, in questo stava lo scherzo del mio/tuo destino. La borsa. Sono qui diceva. Mi decisi. Mentre fuori dalla finestra il mondo si apprestava allo svolgimento delle sue funzioni giornaliere, come se nulla fosse, il mio si apprestava a morire, in quel preciso istante. Attimi. La fine di tutto. Era là, inerme, piegata, come un foglio qualunque, neanche occultata. Scritta in bella copia, a mano, come si fa con le persone di riguardo, con inchiostro di china verde, a dichiarare la fine, a dichiarare amore eterno a chi non conoscevo e del quale non avrei saputo mai. Mi vedo ancora: seduta in terra a gambe larghe con quel foglio in mano instupidita dal dolore a fissare ombre scure sul soffitto, caleidoscopio di forme sconosciute. Non ero incredula, sapevo. A volte troppo fervida l’immaginazione delle donne. La borsa aperta, violata, mi fissava. La bocca spalancata come un animale affamato che ha appena ricevuto il suo lauto pasto di carne umana.
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