Poesia di Manlio Monti

(Pubblicata il 23 novembre 2019)

 

 

Ieri ho raccolto le briciole,

erano finite tra i cocci.

C’è stato un tempo che volavano per casa

ora devo prestare attenzione a non tagliarmi.

 

Il tempo non è affatto galantuomo.

Il tempo ruba come tutti,

figlio com’è dell’occasione,

quella baldracca che partorisce ladri a nastro.

 

Ruba di tutto, ruba quei meriggi assolati

impiallacciati di dolce pigrizia.

Ruba lo sbattacchiar sui muri di persiane screpolate

verniciate di verde intristito dalla polvere.

 

Ruba le griglie dorate

disegnate dalle lame di luce

sulle penombre estive delle pareti.

Ruba i tagli sui piedi scalzi, le brugole ai ginocchi.

 

Ruba il vento sulla pelle brunita,

la pioggia che bagna le ortiche dei fossi.

Le lanterne di lucciole,

il frinire dei grilli delle notti stellate.

 

Lo stufato di rigaglie che borbotta

nel tegame sui cerchi di ghisa

e lo scoppiettare dei ceppi

dentro la stufa a legna.

 

Il calore del fuoco, il profumo del poco,

anch’essi rubati in cambio del niente

di unghie miniate e visi laccati.

Di una felicità soltanto apparente.

 

Tienti pure il maltolto, ladro infernale,

lasciami solo poter fare una cosa,

una cosa sciocca e banale,

continuare a sognare.