Racconto di: Triscrivo

(Prima pubblicazione – 10 aprile 2019)

 

«Eccoci qui… Siete sempre sintonizzati su Radio Stella, la pattumiera preferita per gettare le vostre delusioni quotidiane. Abbiamo interrotto Anna poco fa, mentre si stava lamentando del suo capo “bastardo dentro e per giunta figlio di buona donna”.

“Anna, sei ancora con noi?»

«Sì, Alex. Però ora non so più cosa dire… tanto è il disgusto che provo. Oltretutto non servirà a nulla averne parlato, perché domani sarà come oggi e come sempre.»

La voce del dj diventa più calda. «Lo sai che abbattersi è la prima battaglia persa. Vero? C’è qualche ascoltatore che vuole aiutare Anna e dire la sua?»

Un cenno d’intesa del dj e l’assistente di studio annuncia una nuova telefonata.
«Anna, non ti demoralizzare, stanno arrivando i nostri. Ciao. Chi sei?»

Una voce maschile, allegra e scanzonata, fa vibrare le onde radio di nuove emozioni. «Ciao a tutti. Sono Michele e faccio il barista. Il mio lavoro vi dice qualcosa?» «Dipende, Michele. Se prima hai sentito l’intervento di Anna avrai capito che le categorie dei baristi e delle stagiste sono bistrattate questa sera. Abbiamo il capo di Anna, che oltre a essere una persona volgare e piena di sé, ama rubare le idee delle proprie collaboratrici e farle sue, vantandosi al bar di essersi fatto da sé senza mai accontentarsi di lavori “dozzinali” come questi. Tu che ne pensi?»

«Penso che per prima cosa vorrei il numero di cellulare di Anna, perché da domani sono sicuro che non vorrà più fare colazione nel bar in cui lavoro. E per seconda sono felice di sapere che il suo capo si trova in autostrada, bloccato in colonna per un incidente. Se tutto andrà per il verso giusto, le 60 gocce di Guttalax con cui ho corretto il caffè dovrebbero iniziare a fare effetto. Spero che non vi siano autogrill nelle vicinanze…»