Racconto di Lucia De Bortoli
(Sesta pubblicazione – 11 ottobre 2019)

 

Mio cuore,
ti lascio colmo di affetto e sentimenti. Durante tutti questi anni siamo stati insieme con unica cosa, ma tu eri il più forte.
Non avere rimpianti, non rimorsi.
Ricordo quando da bambino decidevi tu cosa fare, eri impulsivo, la vita ti sorrideva e non temevi il futuro.
Fino all’età di 15 anni io mi sono lasciata trasportare da te, ero presente solo in pochi momenti perché non avevi bisogno di me per decidere cosa fare. La tua gioia era contagiosa. Tutto intorno a te era una tavolozza di colori sfumati e mescolati tra loro. Amavo vederti così felice e lo ero anche io. Poi un giorno qualche cosa è cambiato. Hai cominciato ad aver paura di sbagliare, temevi il giudizio degli altri ti sentivi appesantito dalle aspettative che tutti avevano su di te. Non eri più sicuro di quello che sceglievi, hai iniziato a chiedere consigli a me. Prima chiedevi solo qualche spunto, un’idea, poi sempre di più. Mi hai cercata quando dovevi decidere del tuo futuro, quando ti sentivi solo contro tutti e la soluzione te l’ho data io.
Da quel momento tutto sembrava andare bene, la nostra vita procedeva senza intoppi o delusioni, le aspettative degli altri erano esaudite. Ci siamo sposati e abbiamo avuto due bellissimi bambini, decidevo tutto io mentre tu ti stavi spegnendo. Ti stavi lasciando andare alle mie idee, non lottavi più, il mondo era di mille tonalità di grigio, ma sempre grigio.
Io mentivo a te e a noi due, ma lo facevo per proteggerti, per non lasciarti in balia di te stesso, credevo che solo così saresti sopravvissuto ad una vita che non volevi, ma che altri avevano già deciso al posto tuo.
Ricordi quella volta che hai rivisto quel tuo ex compagno di scuola? Lo amavi, lo hai sempre amato. Quella volta non mi hai dato retta e hai fatto di testa tua tanto da lasciarti vivere completamente. Ma alla fine hai sofferto. Tanto. E da quel giorno hai promesso a te stesso che non mi avresti mai lasciata, che avresti ascoltato solo me, annullando ogni impulso spontaneo.
Gli anni sono trascorsi serenamente: nessun sobbalzo, tutto scorreva in modo lineare, i figli crescevano, la vita andava avanti.
Tu non parlavi quasi più, facevo tutto io. I sassi che incontravamo durante il nostro cammino venivano scansati, io li spostavo, tu li evitavi e tutto filava liscio. Poi i sassolini sono diventate pietre, poi rocce pesanti, infine montagne. Non riuscivo più a superarle da sola, non potevo farcela. Tu eri debole e non so come hai trovato la forza.
Mi hai sorretta, sei intervenuto tu, mio cuore, mi hai lasciata riposare e hai preso il mio posto.
Abbiamo cambiato vita, siamo usciti dalla routine e tu hai ripreso colore. Hai ricominciato a parlare ed io a seguirti. A volte mi chiedo come ho fatto a stare lontana da te per così tanti anni, come ho potuto trascurarti e dimenticarmi che mi eri vicino. Da quel giorno tutto è cambiato, abbiamo rivisto il mondo a colori, ci siamo arrabbiati, ci siamo amati e odiati senza paura.
Quando tu stavi troppo in silenzio, io mi fermavo e aspettavo che parlassi, che trovassi il momento giusto per dire ciò che volevi. Abbiamo vissuto insieme in armonia e ci siamo completati e capiti. La vita è troppo
breve per sprecarla soli, lontano l’uno dall’altro.
Ricordi quando hai conosciuto quell’uomo e non sapevi cosa fare? Eri indeciso e mi hai chiesto: “Decidi tu” io ti ho risposto: “No, adesso parla tu, io ho già combinato abbastanza guai”. Che risate ci siamo fatti. Era vero! Hai scelto bene e adesso quell’uomo è ancora qui, seduto su questa sedia vicino a noi.
Mio cuore, ora io sono stanca e lo sei anche tu. In questa silenziosa stanza d’ospedale non ti sento più parlare, sei debole, solo il suono ‘bip – bip” metallico ti dà modo di esistere, ma tu non stai più parlando.
Mio cuore, per questa volta, per questa ultima volta, ti supplico, fai decidere me. Finiamola qua, andiamocene via insieme, sempre, lontano, senza più fardelli. Lascia che io ti porti via con me, via da questa stanza d’ospedale, da questi freddi tubi, da questo ossigeno fasullo. Fermati e riposati per sempre, io ti seguirò ovunque tu andrai e non sarai mai solo.

Per sempre, LA TUA MENTE…