Racconto di Alessio Valente

(Prima pubblicazione – 20 maggio 2020)

 

Jack ricordava bene la prima volta che l’aveva vista: era in sella ad un cavallo e tirava a sé le briglie con una forza che di solito non ci si aspetta di trovare nelle braccia di una donna. Quella per Jack fu la prima ed ultima lezione di equitazione della sua vita. Dopo esser montato sul proprio cavallo con mille difficoltà e una serie di movenze buffe, aveva provato goffamente a far muovere qualche passo all’animale, finendo con le chiappe per terra nonostante il supporto della propria istruttrice. Quell’istruttrice era proprio lei, Lauren. Forse fu in quell’occasione che rimase folgorata da lui. Jack aveva abbandonato subito l’idea di diventare un buon fantino, ma non abbandonò quei cavalli, nonostante il piccolo incidente. Andò a far loro qualche visita fugace per diversi mesi. Ogni fine-settimana si recava puntualmente in quel maneggio a sud del Texas, limitandosi ad accarezzare gli animali,  dando loro da mangiare loro un po’ di cibo dalle mani e spazzolandoli di tanto in tanto. Il ranch era aperto anche ai visitatori che volevano limitarsi a certe attività meno impegnative, e Jack si trovava spesso in compagnia di ragazzini entusiasti, sorvegliati a distanza da genitori attenti. Era difficile imbattersi in avventori solitari come lui, e Lauren si accorse presto che in realtà era attratto più da lei che dal mondo equestre. Un bel giorno, dopo mesi di gite fugaci, Jack prese il cuore in mano, fece un gran respiro e la invitò a cena per la sera stessa. Aveva lasciato a terra una manciata di fieno che stava pazientemente porgendo a Nuvola Rossa, un Quarter Horse piuttosto docile e socievole. Aveva tirato dritto fino a lei, vedendola rientrare da un’escursione guidata in sella al suo fidato compagno di cavalcate, un Mustang nero come la pece. Le disse che conosceva un posto carino, nella contea di San Patricio, a qualche decina di chilometri dal maneggio. L’avrebbe riportata presto, le aveva promesso. Lauren esitò per qualche istante, ma alla fine accettò il suo invito. «Ti piacciono proprio i cavalli, per venire così spesso», lo aveva provocato lei sul finire della cena fra un boccone e l’altro di Pecan Pie. «In realtà vengo per te», aveva accolto la provocazione Jack, sorseggiando la sua tequila. Entrambi erano più cotti del barbecue che avevano ordinato quasi un’ora prima, e niente avrebbe potuto evitare quel bacio che siglò il loro fidanzamento. Un paio d’anni più tardi avevano già acquistato una casa tutta per loro, sulle rive del Neuces. Lei continuava a lavorare per il maneggio, lui era un letterato. Proveniente da una famiglia piuttosto benestante, aveva potuto compiere un percorso di studi che una ragazza come Lauren, meno fortunata economicamente, non avrebbe mai potuto permettersi. Dopo aver frequentato l’università ad Austin, Jack era arrivato a scrivere articoli e racconti per giornali e riviste prestigiose, trovando nella sua scrittura il modo di sostenersi. «Vedrai, un giorno potrai anche smettere di lavorare», le diceva, anche se lei non aveva nessuna intenzione di lasciare soli i suoi cavalli. Quando smisero di essere due ventenni spensierati, smisero anche di chiamarsi “fidanzati” e divennero compagni. Sembrava loro un modo più carino di presentarsi agli altri per via dell’età che avevano maturato. Quando arrivò il trentunesimo compleanno di Lauren, Jack decise di regalarle un libro, un romanzo d’amore fra due adolescenti ambientato durante gli anni della guerra d’indipendenza. Pensò anche che forse era già arrivato il momento di smettere di chiamarsi “compagni” e sull’ultima pagina del romanzo, una di quelle che in genere rimangono bianche, scrisse la sua proposta di matrimonio. Persino lui che era un affermato uomo di lettere ci mise quasi tutta la giornata per trovare le parole adatte. Parole che non sarebbero state scritte per il suo solito grande pubblico, ma solo per la sua amata. Lauren fu molto felice di quel regalo e divorò il suo romanzo in pochi giorni, ma quando l’ultima pagina arrivò, Jack non ricevette alcuna risposta da parte sua. Lauren gli aveva raccontato che quella storia era bellissima, che sembrava parlare di loro, ma non fece alcuna menzione della proposta di matrimonio che con tanta fatica Jack aveva ideato per lei. Lui non si scoraggiò, e l’anno successivo ci riprovò. Comprò un nuovo romanzo d’amore, lo aprì sull’ultima pagina e si prese un’altra giornata intera per imprimere la sua dichiarazione d’amore. Si trattava stavolta di un amore non corrisposto, che solo alla fine del libro veniva risolto dall’autore nel migliore dei modi, quando i malintesi e le incomprensioni fra i due protagonisti venivano a galla. Forse scegliendo quel testo Jack cercava un modo inconscio per seminare qualche indizio sulla sua ultima pagina. Anche in quel caso, però, Lauren fu entusiasta del racconto ma non menzionò nient’altro che un intreccio mozzafiato e una trama che l’aveva saputa emozionare a dovere. Jack capì che Lauren non badava mai a quell’ultima pagina intrisa d’inchiostro e che per la seconda volta aveva chiuso il suo libro dopo aver letto la parola “fine”. Conosceva bene la sua compagna, e sapeva che non avrebbe mai taciuto davanti un gesto così tenero e importante. Chi l’avrebbe mai fatto? L’anno seguente Jack non demorse e riscrisse la sua proposta di matrimonio, regalandole un altro romanzo ancora. Optò per una storia meno leggera: un uomo disperato aveva smesso di credere all’amore, ma dopo un brutto incidente un’infermiera con un brutto passato era apparsa nella sua vita per salvarlo due volte, dalle sue ferite e dalla solitudine. Avrebbe potuto scrivere le sue parole sulla prima pagina del libro, assicurandosi così che Lauren le avrebbe lette, ma il desiderio di saperla leggere la sua proposta quando quelle storie così dolci e incredibili si chiudevano, con un bacio, un addio o chissà quale altra scena, era troppo forte. Jack non demorse per cinquanta lunghi anni. Approfittava di ogni compleanno della sua amata per imprimere il suo amore per lei sulla carta di un romanzo. Ogni volta le dedicava pensieri diversi, con qualche sfumatura in più o qualche riferimento all’anno appena trascorso. Diventò una sorta di abitudine che era il solo a conoscere. Quando Lauren si ammalò, affaticata dai suoi ottantuno anni, Jack trovò un letto per lei al Texas Medical Center. Si trattava dell’ospedale più grande del mondo, con un via vai di parenti, medici e pazienti senza eguali. Eppure Jack e Lauren trovarono la loro intimità nell’angolo di una stanza che fu tutta per loro, almeno per un po’. Jack vegliava sempre su di lei, per quello che gli orari e l’età gli permettevano. Non disse mai nulla a Lauren delle sue dediche, ma quando lei arrivò al suo ottantaduesimo compleanno, arrivò anche a un passo dalla morte. Jack comprò il suo ultimo romanzo rosa, e incalzato dalla tirannia del tempo scrisse la sua proposta di matrimonio in meno di un’ora. Non ci aveva mai messo così poco, ma non aveva neanche mai scritto delle parole così belle. Sapeva che probabilmente non ci sarebbe stato un altro compleanno per scriverne di altre. Avrebbe desiderato farle leggere tutte le sue pagine d’amore e le avrebbe portato tutti i libri lì, in quella stanza così fredda e asettica, per far si che lei potesse conoscerle prima di un ultimo addio. Jack si affrettò a raggiungere il suo posto, su una poltrona ormai perennemente posizionata accanto al letto di Lauren. Portò con sé il suo regalo.

«Ti ho portato il tuo libro, Lauren. Oggi è il tuo compleanno»

«Oh, grazie Jack, me ne ero dimenticata. Qua dentro si perde la cognizione del tempo»

Jack pose il libro sul ventre di Lauren. Lei ci trascinò una mano sopra, stringendolo a sé per quello che le forze le permettevano. Aveva la voce debole quanto il suo corpo spezzato dagli anni.

«Nell’ultima pagina ci sono delle parole per te»

Jack non riuscì a mantenere il segreto e per la prima volta  rivelò quel particolare taciuto per più di cinquant’anni. Lauren voltò il viso verso di lui e sorrise.

«Lo so, Jack. Le ho sempre lette». Jack ebbe un colpo al cuore.

«Perché non me lo hai mai detto?»

«Per farmi regalare ogni volta un altro libro, Jack. E per leggere quelle tue parole. Ogni anno erano sempre più belle», Jack tacque e Lauren allungò una mano tremolante verso di lui. Il tubo della flebo si tese seguendola.

«Sei stato un buon compagno Jack. Ora, ti prego, leggimi le tue parole.»