Racconto di Simone Clementi

(Prima pubblicazione – 11 marzo 2020)

 

“Allora infermiera, cosa abbiamo di così urgente ?!”

Disse il giovane dottore, proveniente dai reparti  superiori mentre entrava nel pronto soccorso.  Stava finendo il suo turno pomeridiano e nella mente vedeva solo un bagno caldo, un piatto di pasta e la partita di Champions League sul divano, probabilmente con questa sequenza.

“Coppia di signori sulla quarantina, i coniugi Rossi. Lei è in gravi condizioni: con un possibile trauma cranico ed altri segni sul corpo.  Probabile colluttazione con il marito che ha un braccio rotto ed altri segni sul viso”.

L’infermiera parlò veloce mentre consegnava le cartelle dei pazienti al dottor Leprotti che, storcendo leggermente la bocca in una smorfia di rabbia, vedeva la sua serata perfetta svanire, come in un sogno dopo il risveglio.

Il dottore guardò attentamente le cartelle, soprattutto quella della moglie in gravi condizioni, per poi successivamente guardare la donna che giaceva inerme sul letto, con i tubi che entravano ed uscivano dal suo corpo.

“Trasferimento immediato al Gemelli, in codice rosso; gessate il braccio del signor Rossi e poi mandatelo nel mio ufficio. Sbrigatevi o la signora la perdiamo! Avvertite subito il reparto di neurotraumatologia del Gemelli, deve essere operata immediatamente”.

Un uomo di bassa statura bussò alla porta dell’ufficio del Dott. Leprotti, con il braccio destro ingessato, circa mezz’ora dopo la visita.

Sua moglie era partita in ambulanza ed il signor Rossi era visibilmente preoccupato.

“Avanti!”

Il medico  accese una sigaretta e tirò un grossa boccata; l’uomo entrò e si accomodò sulla sedia davanti alla scrivania.

“Lei si trova in una brutta situazione, lo sa?” Esordì il dottore, visibilmente arrabbiato.

“Un momento dottore, ha frainteso: non sono stato io  a picchiare mia moglie ma nostro figlio”.

“Vostro figlio?!” Urlò il dottore, sputando il fumo e strabuzzando gli occhi.

Il signor Rossi prese il suo telefono e fece vedere un video al dottore che non poteva credere ai suoi occhi. Si vedeva un ragazzo che inveiva contro i suoi genitori, soprattutto contro sua madre, per futili motivi.

“Ma vostro figlio ha appena dodici anni signor Rossi!!”

“Lo so dottore, ma è già più alto di noi”, disse affranto il piccolo signore, che insieme alla moglie soffriva di una lieve forma di nanismo.