Racconto di Irene D’Angelo

(Prima pubblicazione – 16 dicembre 2018)

 

Devo ammettere di non amare troppo la cultura orientale.

Ma c’è una leggenda, che mi piaceva tanto raccontare ai miei figli, quando erano piccoli.

Essa narra di bambini speciali.

Vengono al mondo con una stella luminosa impressa sul palmo della mano sinistra, ed hanno un compito.

Devono fare in modo che quella luce non si spenga mai.

Essa è quella che loro porteranno agli altri.

La luce della gioia.

Ed proprio di una di loro che io voglio raccontarvi: Nicole.

Era un’estate caldissima. L’odore dell’erba bagnata era diventata un miraggio. Sembrava un miracolo …. eppure quel giorno pioveva!

Nasce in campagna Nicole.

Prima, di tanti fratelli.

I suoi genitori sono giovani, troppo, per poter assolvere bene al loro compito.

Sembrava tutto un gioco!

Ma più la famiglia cresce e più i problemi aumentano.

L’ultima bambina di casa era nata ammalata. Ed ecco che il gioco finisce!

Quei genitori, troppo giovani ed impreparati, vi si dedicano totalmente. A discapito degli altri.

A questo punto Nicole entra in gioco.

Soffriva per quei genitori-fratelli, distrutti e disorientati nel loro compito e si sostituisce a loro in tutto. E’ sicura di farcela e cerca di mantenere alto l’umore di tutti.

Ogni tanto quando è stanca, guarda quella stella, ed è pronta a ricominciare.

Ma la sera, a letto, quando è solo, osserva la sua mano e piange.

Così come vorrebbe fare di giorno, abbracciata dalla sua mamma. Che non vede più sorridere.

Quanto amava sua madre! Era stata la sua prima compagna di giochi. Quando Nicole è nata lei aveva solo quindici anni. Le sembra ancora di sentire l’eco della sua risata fra i campi, quando giocavano insieme. Le piaceva tanto quello della Campana. Un gioco antico che pochi ricorderanno.

Nicole vorrebbe proteggerla da tutto, ma non può, e non lascia mai trasparire la sua tristezza. Si sente tradita. Non amata. Almeno non come vorrebbe. In quel suo essere bambina, non capisce che loro la amano moltissimo.

Credono che lei sia la più forte, e stupidamente ritengono che non abbia bisogno di essere sostenuta. Quanto sbagliavano!

Ma non sapevano fare di più. Non sapevano dimostrare di più!

Con il tempo Nicole sviluppa un pensiero, che farà suo per sempre. Quell’amore che lei sente negato, le spettava di diritto. E non ricevendolo, il suo istinto la porta a rinnegarlo.

Non lo vuole più! Solo adesso che è mamma ed ha una certa età, riesce a capirli. Capire che un genitore propenda sempre per il figlio più debole, che ha più bisogno.

Questo però non allevia il suo rammarico. Avrebbe voluto

comprendere allora, evitando così altri problemi.

Ha quindici anni adesso, ed eccola che si trasforma. Comincia la ribellione.

Sua sorella sta bene. Sua madre un po’ meno, stanca di tanto correre, vive in un mondo tutto suo, fatto di silenzi. Neanche adesso sua madre la abbraccia. Non lo ha fatto mai. Non chiede il suo aiuto, la rimprovera solo per tutto quello che dovrebbe e non fa. Eppure lei si sarebbe accontentata di così poco.

Per questo motivo lei ha fatto per i suoi figli, tutto quanto credeva possibile. Purtroppo, quello che noi riteniamo essere il massimo delle nostre capacità, può non essere lo stesso per chi lo riceve.

Solo adesso capisce!

Vorrebbe tornare indietro ed imparare a chiedere, forse sarebbe stato tutto più facile. Insieme ai suoi quindici anni e la ribellione , è arrivata una bellezza travolgente.

Fiera ed altera si muove sempre con passo spedito. Corre veloce come la sua mente. È sempre un passo avanti a tutti!

Riesce quindi a dividersi tra due personalità. Dolce e disponibile con molti, ma dura e scostante con chi non le garba. La diplomazia che tanto la contraddistingue nella vita, in quel momento non è proprio il suo forte .I suoi occhi non riescono a nascondere quello che prova per gli altri, mentire le riesce difficile. La sua stella è sempre lì, chiusa in quel palmo. Ha smesso di piangere, quando la guarda e si ricorda di averla. Ogni tanto una sua amica le dice:” Quando tu morirai , dovranno costruire una chiesa molto grande , per contenere tutti quelli che vorranno renderti omaggio. Non ho mai conosciuto una come te!”

Nicole si commuove per questo, però si vergogna.

Di quel periodo in cui era diversa, trasformata da quell’odio che credeva di provare. Ma era un sentimento ben diverso, era un grido d’amore. Lei era fatta per l’amore!

E pensava invece che quell’amore l’avesse tradita.

I suoi figli si sono spesso lamentati perché lei era sempre in guardia, e stesse loro troppo addosso.

Ah! Vorrebbe gridare di quanto avesse desiderato lo facessero con lei. Però non lo ha detto mai.

Nicole ha quattro figli.

I suoi gioielli, come le piace dire. Sono ragazzi semplici e sereni, e lei si ritiene fortunata per questo. Il suo compagno è un uomo buono. Quando lo ha incontrato, era nel pieno della sua rivoluzione emotiva, ma era stanca. Ed anche se credeva di meritare altro, si è accontentata di un amore tiepido ma rilassante. Senza scosse. E torna serena!

Il suo primo ed unico vero amore, l’aveva devastata.

Era uno come lei, ribelle, insofferente a quel legame che credeva una catena. Furono anni di amore intenso , misto a guerre immani. Il tradimento era sempre dietro l’angolo. Questo l’annientava.

Per questo forse non è riuscita a tradire mai nessuno!

La sua ultima figlia, quella più simile a lei, ogni tanto le chiede:” Mamma, ma come era lui?”.

Lei non può rispondere altro che:” Un amore!”

Ancora lo ama Nicole!

Lei è per l’amore di tutta una vita. E per tutta la vita, ha praticato l’amore. Il suo telefono è sempre lì a squillare.

Un’amica, un collega, ha sempre tempo per tutti. Ascolta, ascolta, ascolta.

“Ma fanne un lavoro!”, le dicono tutti, ma non sarebbe lo stesso.

Le piace tanto leggere di psicologia, e sembra abbia sempre il consiglio giusto. Le piacciono i problemi degli innamorati.

Di recente, una coppia di amici, credeva di essere arrivata alla fine. Ci ha lavorato tanto per far capire loro che sbagliavano.

E adesso? Dopo mesi, eccoli lì! Sembrano due ragazzini al primo amore.

Quando li guarda ripensa ai suoi genitori. Si amavano di un amore immenso. Quando suo padre morì improvvisamente, sua madre si arrabbiò. Lui le aveva promesso di non lasciarla mai. Nicole faticò non poco, per farle capire che non lo aveva fatto. Non avrebbe potuto e l’avrebbe amata per sempre!

Fu in quel momento che la sua ribellione verso quella sua famiglia, si spense. Il rammarico di tante cose non dette, ancora l’accompagna. Sua madre l’ha finalmente tenuta stretta a sé, per tutta una notte.

Quell’abbraccio tanto agognato, ha cambiato la sua vita.

Non esisteva altro. È stata solo distratta, all’improvviso,

da un dolore fortissimo. Veniva dalla sua mano. Quella stella, ricordate?

Sembrava volesse esplodere. Era felice!

In un lampo, ogni cosa torna al suo posto. Come se fosse tornata bambina. Ed era pronta a ricominciare da dove l’aveva lasciata.

Amore, gioia, gioia ed amore.

Da quel momento in poi, questo avrebbe dato a tutti. E lo ha fatto.

E’ rimasta bellissima fino alla fine Nicole. Oggi non c’è più!

Come prevedeva la sua amica, non tutti sono potuti entrare in chiesa. Nessuno si aspettava quell’evento improvviso. Come nessuno si aspettava che se ne andasse senza un messaggio.

“Ce ne è sempre uno pronto, dietro l’angolo di casa tua”, così le aveva detto una volta un suo amico. E non era un complimento! Come era rimasta male per questo!

A volte forse esagerava. Ma quando lei si affezionava a qualcuno era sempre molto esuberante, e non avendo mezze misure, veniva spesso fraintesa.

Spesso le era anche capitato che alcuni uomini pensassero che cercasse altro. Ma lei era così! Le piaceva abbracciare i suoi amici con calore, e non le importava che alcuni non capissero.

Qualche giorno prima, aveva consegnato una lettera alla sua amica del cuore. Una delle tante, in verità. La invitò per un caffè e le disse: “Conservala tu e leggila per me se dovesse essere necessario.”

A nulla valsero le proteste.

Nicole era una di quelle bambine speciali, e sapeva di dover andare.

Scriveva così: Amica mia carissima, visto che ce la fanno a stare tutti dentro? Non piangere, ti prego, altrimenti leggi male! Nessuno si meraviglierà di questa mia.

Ho parlato per tutta una vita, potevo andarmene in silenzio?

Grazie!!!!

Volevo dire grazie a tutti per essere qui. Vi ho rotto le scatole oggi! Ma soprattutto grazie per aver arricchito la mia vita con la vostra presenza. Spero di aver fatto lo stesso per voi. Volevo abbracciare tutti.

La mia famiglia per primi, poi i parenti, gli amici, soprattutto i non amici E…quanti sono stati!

Il mio ultimo messaggio?

AMATEVI!

Voi stessi per primi e poi tutti gli altri.

La vostra Nicole.

Non sarebbe una scena da applauso? Invece no… Nessuno poteva!

Il silenzio regnava sovrano, mentre quell’amica distribuiva un po’ di lettere.

Nicole non voleva lasciare cose in sospeso di nessun genere, ed aveva pensato a molti dei presenti, lasciando loro un messaggio personale e privato.

Uno era per me. Ma non dirò cosa scriveva.

Un solo suo desiderio. non si è avverato. Avrebbe voluto lasciare la sua stella in eredità, ma quello è stato l’unico dono che non ha potuto fare.

Si sarà spenta poi quella stella?

Credo di no.

Dà gioia anche solo a ricordarla.

Piccola grande donna Nicole!