Racconto di Milly

(Seconda pubblicazione – 10 giugno 2019)

 

Scrivo questa lettera ma non so a chi mandarla. Faccio fatica a pensare. Mi sento confusa. Ma voglio capire. Voglio sapere dove sono i miei tre bambini. Perché non vengono mai e perché non mi portano da loro.

Sono sicura che sono tre perché ho tre puntini qui, sulla pancia. E quando li ho visti ho detto: “ecco, sono loro”. I nomi oggi non me li ricordo, ma certi giorni sì. Sono bellissimi.

Vengono sempre a trovarmi due uomini e una donna. Mi abbracciano, mi danno tante carezze e tanti baci, mi portano tante cose buone da mangiare che io non avevo mai visto prima e mi dicono :” Ciao mamma”!

Lei mette sul tavolino una tovaglia bianchissima, tutta ricamata; una volta ha detto che i ricami li ho fatti io, e poi mi guardano mentre mangio, io li vedo, ogni tanto si stringono le mani e hanno gli occhi lucidi, come i miei bambini quando stanno per piangere.

Ma io lo so che non sono i miei bambini, sono troppo grandi. Ma non dico niente. Loro credono che io sia la loro mamma e li farei soffrire. E poi tutti quei baci e quegli abbracci, le loro carezze, mi piacciono e mi fanno passare i brividi. Un giorno ho provato a dirlo alla suora, facevo fatica a spiegarmi perché lei mi guardava male. Così ho lasciato perdere. Forse è una suora finta perché urla sempre e non sorride mai.

L’altra signora vestita di bianco è più gentile. Mi porta sempre una caramella e mi dice di fare la brava. Allora vuol dire che sono stata cattiva? Tanto cattiva? Mah! A me sembra di fare la brava. Mi nascondo tra le lenzuola, anche se puzzano e non sanno di sapone come le mie per non sentire le urla e il dolore che c’è dappertutto. E aspetto.

Aspetto i miei bambini e non capisco cosa è successo.

Adesso devo nascondere questa lettera, la metto qui e domani la do alla signora vestita di bianco. Sì, faccio così. E poi guardo quell’angolino di cielo, dalla finestra e sento la canzone che mi cantava il mio amore “Non dimenticar le mie parole…”

E mi sembra che passi un po’ la paura.