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Racconto di Ermanno Ferrini

(Seconda pubblicazione – 22 aprile 2020)

 

Lo zio Mario era un bell’uomo. Alto, magro, distinto. Con la brillantina Linetti nei capelli, come usava allora.

Era il fratello di mio babbo.

Non aveva figli, ed io ero come un figlio per lui. La domenica, mi portava alle giostre. O sui Lungarni, a Carnevale. O a vedere i giovani “scapestrati” che si tuffavano in Arno dalla spalletta. Alla Pescaia di Santa Rosa.

Era partito sano per l’Africa, all’inizio della guerra. Ed era tornato malato, tanto malato.

L’ameba è un batterio che ti distrugge dentro, per il quale non esistevano rimedi. Lo stesso male che poi avrebbe vinto anche un uomo invincibile come Fausto Coppi.

I ricordi sono vaghi, confusi, opachi. E si mescolano con i racconti del dopo. E con la memoria di un bambino di quattro anni.

Solo uno è vivo, lucido, stampato. Indelebile.

Anche io mi ero ammalato. Un’infezione alle vie respiratorie. Una malattia grave.

Un amico del babbo, Beppino S., era partito in macchina per la Svizzera. Là esisteva una medicina, ma molto costosa.

Il babbo, pur uomo fiero e orgoglioso, non aveva esitato un attimo a farsi prestare i soldi per comprarla. Quelli che aveva non bastavano.

Beppino S. era il più adatto. Correva in auto, ed aveva partecipato anche alle Mille Miglia.

Ricordo quella notte. Tanta gente intorno a me. Erano i dottori. La mamma mi accarezzava, e ogni tanto mi passava un fazzoletto bagnato sulla fronte.

Nella stanza accanto, si sentiva distintamente la presenza di un uomo, il mio zio Mario. Piangeva. Pregava e piangeva.

Sulla mattina, arrivò Beppino S. dalla Svizzera. Non si era mai fermato.

La cura fece effetto, e piano piano mi ripresi. Fino alla completa guarigione.

La medicina venuta da lontano aveva fatto il miracolo. O forse lo avevano fatto quelle lacrime e quelle preghiere.

Di lì a qualche mese, il mio zio Mario morì. Una fotografia sbiadita, e un ricordo struggente, è tutto quello che mi resta di lui.

Anche Beppino S. morì poco tempo dopo. In un incidente d’auto. Si schiantò contro un albero durante una corsa in salita nei pressi di Lugano. In Svizzera.

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