Poesia di Eduardo De Filippo

 

Sto, qua, Isabella, sto qua.

Che c’è? Non mi vedi?

Già, non puoi vedermi,

ma sto qua, sono in mezzo ai libri,

tra le carte antiche,

dentro ai cassetti del comò.

Mi trovi quando il sole entra di sguincio,

s’intrufola di taglio

e fa brillare queste cornici dorate

d’argento

grandi e piccoline

di legno pregiato

acero noce palissandro mogano

sembrano finestrini e finestrelle

aperte sul mondo…

Mi trovi quando il sole si fa rosso

prima che tramonti

dipingendo d’oro i rami degli alberi

e s’infila tra le foglie

per farsi guardare.

Altrimenti mi potrai trovare

quando è notte

in cucina, per cercare qualcosa da mangiare

un pezzetto di formaggio, un’insalata,

quel poco che ti sostiene lo stomaco

e poi te ne vai a letto.

Prima della luce dell’alba poi

mi trovi alla scrivania,

con la penna tra le dita

e gli occhi al cielo,

pensando a ciò che ti ho raccontato

e non ho scritto

e chissà se non sia stato un bene

che questi pensieri si siano persi,

distratti, e stanchi di essere pensati,

che volteggiano nell’aria insieme a me.

E se guardi lassù

può succedere

che se ci sono le nuvole

mi trovi.

Il vento straccia le nuvole

e, così, come viene viene,

puoi trovare certi occhi che ti guardano.

Sotto una fronte larga larga

e lunga

e due solchi lungo il viso…

sì, li puoi trovare.