Poesia di Adriano Ortile
Non posso maledir, poiché promisi,
ministri e funzionarî del governo
che scelsero altrui morte quale fine.
Non posso perdonare. Siano incisi
quei crimini sul libro dell’inferno:
in premio sian per loro fuoco e spine!
Non posso perdonare quei sorrisi
beffardi, di satanica natura,
e i bianchi e verdi camici aguzzini.
Ma tu, sorella amata, ai nostri avvisi
non desti rilevanza, e in cuor sicura
la vita tua affidasti agli assassini.
Bocciòli luminosi or son recisi;
fratelli, sposo e figli e tanti amici
non sanno proferir: non hanno voce
quei vólti, nel dolor da stille intrisi,
quei vólti ch’eran limpidi e felici!
Non posso perdonar da questa croce…
O Chiesa! I figlî autentici derisi!
Cambiasti le parole dei vangeli
per togliere il calcagno dai serpenti.
Con rabbia addolorato, in pianto e in crisi,
non posso perdonare, e squarcio i veli
che celano il massacro d’innocenti.
Sorella:
perdona tu dall’alto, se vorrai.
Strofe crude ed allo stesso tempo dolcissime. Ne arrivano dritte al.cuore intensità, amarezza e incredulità per qualcosa di così assurdo. Molto bella…
Grazie, Marcello!
Le parole del tuo apprezzamento sono stupende, e stupendo è l’animo tuo che te le ha suggerite.