Poesia di Annarita Fantauzzi
Nel silenzio
io scelgo di essere.
Spengo le voci che mi chiedono forma,
i nomi,
le attese,
resto.
Il silenzio ha un peso caldo,
mi preme come una coperta d’inverno
sa di ferro e di latte,
di cose antiche che non devono spiegarsi.
Qui il tempo rallenta
fino a farsi respiro,
un respiro che ha il colore del bianco
con un pizzico di luce che brucia piano.
Nel silenzio
le ferite smettono di urlare.
Ascolto il suono dei pensieri:
c’è una pace che graffia,
una quiete che fa male prima di guarire,
un vuoto che non chiede di essere riempito,
ma abitato.
Nel silenzio io non fuggo.
Mi incontro.
Sento il battito
sordo, profondo
di un tamburo lontano.
E allora resto ferma,
con le mani sporche di me,
e scelgo questo spazio senza rumore
come forma possibile
di fedeltà.
Nel silenzio
io scelgo di essere.
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