Poesia di Giuseppe Ungaretti

 

Avido lutto ronzante nei vivi,

Monotono altomare,

Ma senza solitudine,

Repressi squilli da prostrate messi,

Estate,

Sino ad orbite ombrate spolpi selci,

Risvegli ceneri nei colossei…

Quale Erebo¹ t’urlò?

*

Scritta da Giuseppe Ungaretti nel 1925 (dicono un’estate terribilmente calda) e poi raccolta nel volume Sentimento del Tempo. Il poeta descrive la luce estiva come un’entità violenta in grado di spolpare perfino la pietra (“spolpi selci”) e prosciugare lo sguardo (“orbite ombrate”). L’atto di risvegliare “ceneri nei colossei” evoca il confronto con la rovina, il passato di Roma e la fragilità umana di fronte all’eternità.

1)Erebo significa oscurità profonda. Nella mitologia greca indica sia la divinità primordiale del buio sia il luogo sotterraneo dei defunti. Mitologia e Divinità