Il paradosso: i Mondiali mostrano come potrebbe essere il mondo – un posto dove ci si scontra solo su un rettangolo verde seguendo le stesse regole – mentre la realtà fuori dallo stadio va a pezzi. Non cancellano l’orrore delle guerre, ma diventano una tregua mentale per chi soffre e un promemoria per tutti gli altri che la convivenza pacifica, almeno nello sport, è ancora possibile.

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