Racconto di Antonella Furlanetto

(Seconda pubblicazione)

 

“Non affrontavamo neppure l’insulsa questione del nostro futuro. Forse perché avevamo trovato d’istinto la sola vera risposta: Quando sarò grande penserò a quando ero piccolo.”

Amélie Nothomb da “Sabotaggio d’amore

 

Non mancavano un lunedì. Una volta al mese, nel giorno di chiusura del ristorante di lui, cenavano insieme. Vetrine chiuse, tavoli apparecchiati, musica rilassante, lei si sentiva a casa. Lui in cucina, a dimostrare a tutti i costi che pagava sei giorni a settimana uno chef solo perché gestire l’attività l’assorbiva troppo.

Si conoscevano quasi da sempre. Lui, pazzo di lei, si era sposato due volte. Per superare il dileggio che l’affetto asessuato di lei gli procurava. Lei, tante storie mai concluse, non aveva smesso di volergli bene davvero.

– Va bene un’amatriciana? – le propose sbrigativo. Mani tremule, bocca asciutta, denti gialli da sigarette divorate tradivano un sorriso fiacco. Lei capì che era stato di nuovo, lasciato.

– Mi andrebbe la tua ottima pasta al formaggino.

– Ma dai…

– Col prosecco sta da Dio! – rideva da sola. Più lui s’aggrondava, più lei rideva.

– Tata – così la chiamava da quarant’anni- devo parlarti di una cosa seria.

– Sicuro? Prima metti Ebony and Ivory? La nostra canzone dei tredici anni. Ricordi nella mansarda dei tuoi? A un certo punto tu accennavi un balletto che mi faceva ridere da matti.

– Ma ti ho detto che ho una cosa seria sul nostro futuro di cui parlare e mi chiedi pasta al formaggino e una canzone anni ’80 che ti ricorda quanto mi prendevi per il culo?

Lei si fece seria all’improvviso. Poi triste, ma concentrata.

– Da piccoli ci struggevamo pensando che non saremmo mai cresciuti. Ora pensare da grande mi soffoca. Pensati piccolo, anche tu. Ti ricrescerebbero i capelli e non rischieresti il terzo stent.

Lui, testa bassa, si avviò in cucina. A fare pasta e formaggino per due. Lei, fissa sulla sua andatura ancora fiera, si concentrava sula scia di profumo che lo seguiva, sempre lo stesso da quarant’anni, per non crucciarsi del corpo smagrito. Prima di sparire in cucina le fece omaggio di un paio di passetti sulle note di Paul McCartney.

Le tornò il sorriso.