Racconto di Fabio Piana

(Terza pubblicazione)

 

Ringhiare.
Rumore di natura che scalcia il sonno.
Bosco. Una via di fuga limitata. Una donna sola.
Un branco che pretende sangue.
Lei si svegliò in un eccesso di sudore.
Il sogno era stato martoriato.
Da chi? Dai lupi.
Da mesi li sognava. Dilaniavano il suo corpo.
Girando per la casa si immergeva in mille nuvole di fumo e si chiedeva perché?
Un anno e un mese imprecisati centinaia di anni prima del suo tempo.
Una donna fuggiva. Una folla di pazzi folgorati dalla religione la inseguiva.

Volevano la sua testa.
Secondo le loro urla era colpevole di stregoneria.
Correva. Falciava le foglie del bosco.
Poi due alberi incrociati in terra da qualche
fulmine le sbarrarono la strada.
I pazzi le furono addosso. Pochi passi dal verdetto.
Qualcun altro voleva parteciparvi.
Fra le tenebre del bosco una moltitudine di occhi osservava.
Le due parti umane si fronteggiavano. Nessuna via di fuga per lei.

Un’unica via d’assalto per loro.
Le si fiondarono contro.
Ma nello scontro un branco di lupi interruppe la carneficina.
Nessuna accusa.
Solo fame.
Sbranarono tutti. Senza distinzioni.
La vita aveva lasciato un corpo straziato che ancora respirava.
Lei giaceva in terra. Una pistola da un colpo solo l’aveva trafitta.
I lupi non cercavano lei. La loro fame non la riguardava.
Moriva di malumano.
In un altro tempo una donna sudava freddo nel fumo del non ricordo.

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