Racconto di Massimo Pezzi

(Prima pubblicazione)

 

Ci credono davvero che esistano passato, presente e futuro, non si sono ancora resi conto che in pratica quello che chiamano tempo è il modo in cui il loro sistema neurale organizza i dati che gli giungono.

Sì, pure in questa linea di sviluppo, per dirla con termini umani, c’è un tale che a un certo punto ha cercato di convincere i suoi simili che il tempo si modifica a seconda della velocità cui ci si muove. Non so se stia riuscendo a farsi ascoltare, parrebbe che qualcosa stia accadendo.

Spero solo che non combinino guai anche in questa sequenza, come quelli visti in alcune Bolle della Possibilità in cui ho ricoperto il ruolo di Osservatore-Guardiano per i nostri registri: guerre planetarie, ordigni nucleari, devastazioni ambientali. Non so se assistere sia stato più orribile o più tedioso.

Va a finire che mi toccherà vedere più o meno quello che già ho archiviato in altre occasioni, ma non è colpa mia se non capiscono proprio!

A volte qualche collega Osservatore si è immischiato, non tanto per generosità, ma per noia, direi per passare in maniera più movimentata il tempo, come direbbero loro.

Anch’io lo farei, solo che i miei referenti sono diventati più severi, rischio il posto se vengo meno alle direttive che continuo a ricevere. Per esempio, l’ultima recita: “Si rinnova il tassativo divieto di relazione, intervento, prelievo e rivelazione nei confronti di qualsiasi forma di entità senziente, corporea o no, in ogni comparto, dimensione, aggregato di multiversi o Bolle di Possibilità.

Solo la neutralità e l’indifferenza sono garanzia dell’Equilibrio del Tutto”.

In effetti, chi fra noi non si è comportato così ha dato quasi sempre il via a intoppi non ancora risolti, a smagliature drammatiche nelle Bolle: fu responsabilità di un Osservatore sciagurato o sconvolto dalla noia se qualcuno degli osservati cominciò a parlare in contesti pericolosi di infiniti mondi possibili e ci rimise la pelle (è l’espressione giusta?) arso vivo. Si chiamava Bruno.

E poi un altro di nome Leibniz fu messo a contatto con le Bolle vere e proprie, robe da folli; ne capì ovviamente quasi nulla e se ne uscì con una teoria chiamata delle Monadi, mi pare.

Lui comunque finì meglio, a parte qualche presa in giro perché sosteneva di vivere nel migliore dei mondi possibili, ma forse era l’unica cosa che aveva davvero intuito correttamente.

I miei colleghi autori di questi capricci si saranno anche svagati, però io mi rendo conto dei rischi che si corrono. È difficile essere perdonati per infrazioni così.

Uno dei pochi casi in cui è successo è quello di Leonardo. Lì gli aiuti dell’Osservatore coinvolto (si deve essere divertito moltissimo) furono invasivi ma gli effetti non sono stati gravi: Leonardo divenne un genio, come dicono loro, uno che ispira meraviglia e ammirazione, ma senza conseguenze traumatiche, tutto sommato. Ci furono rimproveri per il collega, tuttavia la passò quasi liscia.

Magari capitasse a me…sarebbe eccitante.

La tentazione è che in questa Bolla che sto osservando c’è qualcosa che mi incuriosisce perché non l’ho mai registrata, non ho mai incontrato nulla di paragonabile. Va bene, non ho tanta esperienza come Osservatore, però un po’ li conosco questi, e poi non sembra che c’entri direttamente con loro e con i comportamenti avventati che li distinguono.

Ho deciso. Lascio quanto scritto in caso di problemi, anche se è difficile immaginare quali.

Aggiungo che non mi pare ci sia nulla di sconveniente nell’andare a vedere un po’ più da vicino.

Sono un Osservatore-Guardiano, non trasgredisco ordini se attenuo la mia noia, al contrario posso testimoniare più fedelmente gli eventi di questa sequenza.

Devo fare in fretta, non devo sbagliare le manovre e la concentrazione per entrare e per uscire, così non se ne accorgerà nessuno.

Servizio Controllo e Sicurezza-

A tutte le Divisioni operative

Nota su Osservatore per Settore 05 – Bolla 1304

Attenzione: attività interrotta causa disgregazione definitiva dell’Osservatore-Guardiano di cui sopra.

Il contatto di quest’ultimo con corpo fisico avente traiettoria impattante la superficie del pianeta 3 del sistema (Terra) ha provocato la deviazione e la parziale distruzione dell’oggetto stesso.

Nonostante il comportamento degno di biasimo dell’Osservatore – interferenza indebita nelle Bolle di Possibilità- si rileva che tale azione ha evitato l’estinzione di massa di buona parte delle forme di vita su Terra.

Si provvederà a incarico per sostituzione Osservatore.

Archiviare evento alla voce: provvidenza /eterogenesi dei fini – esempi di.

Effetti osservabili su Terra: al momento nel complesso trascurabili.

Si allega in calce documentazione di fonte terrestre.

“Il 30 giugno del 1908, alle 7.14 ore locali, nella zona di Tunguska (Siberia centrale) è stato registrato un evento catastrofico: si tratta di una deflagrazione dell’ordine di 15 megatoni (1000 atomiche di Hiroshima) dovuta alla caduta di un meteorite o di un asteroide o di una piccola cometa, presumibilmente del diametro di 50-80 metri.

L’onda d’urto ha abbattuto tra i 60 e gli 80 milioni di alberi e gli effetti del fenomeno hanno riguardato un’area di circa 2000 chilometri quadrati. La zona è scarsamente abitata e le testimonianze dell’epoca parlano di tre vittime. La regione coinvolta fu raggiunta ed esplorata da un primo gruppo di scienziati solo quasi vent’anni dopo l’evento.

Tuttora non sono stati rintracciati resti dell’impatto (rocce, frammenti, ecc.) né un cratere visibile.

Dal 2016 l’ONU ha istituito ufficialmente la Giornata mondiale degli asteroidi, ricorrenza dedicata allo studio di questi corpi celesti e delle possibili azioni per evitare impatti devastanti per il nostro pianeta. La data è il 30 giugno. Uno degli astrofisici promotori dell’iniziativa è Brian May, altrimenti noto come chitarrista dei Queen”.