Favola di LiberaRedazioneInLiberoTempo

 

Nel lontano anno 2226, la Terra non era più come la conosciamo. Le città erano fatte di vetro e luce. Le persone viaggiavano su veicoli silenziosi che sfioravano il suolo. Una cosa, però, non era cambiata: la notte del cinque gennaio, l’attesa della Befana.

La Befana di quel tempo si chiamava Befy-3K. Non era una vecchina con il naso adunco e le scarpe rotte. Befy era un’entità digitale, un’intelligenza artificiale benevola. Il “volto” era proiettato su uno schermo olografico e i “capelli” erano fili di fibra ottica che brillavano di un blu rassicurante. La sua scopa non era di saggina ma un avveniristico drone a propulsione fotonica, capace di viaggiare alla velocità della luce tra i pianeti del sistema solare.

La missione di Befy-3K era la stessa della sua antica antenata: portare doni e carbone (sintetico e dolce, ovviamente, per non inquinare) ai bambini di tutta la Federazione Terrestre, sparsi su Marte, la Luna e le stazioni orbitali.

Quell’anno, ci fu un problema. Un’improvvisa tempesta solare, generata da un brillamento imprevisto, mise fuori uso il sistema di navigazione principale del drone. Il “Sacco Spaziale”, un contenitore a micro-gravità pieno di dolci galattici e robot-giocattolo, si bloccò in orbita intorno a Giove.

Befy-3K non si perse d’animo. “La tradizione deve continuare!”, proiettò con voce ferma al suo assistente, un piccolo robot sferico di nome R-Acco.

“Cosa facciamo, Befy?” chiese R-Acco, con i suoi sensori che lampeggiavano nervosamente.

“Torniamo alle origini,” rispose Befy-3K, materializzando un’immagine storica: una vecchia scopa di paglia, logora e semplice. “Ho bisogno di un mezzo che non dipenda dalla tecnologia solare. Qualcosa di… analogico.”

R-Acco, perplesso, recuperò da un museo delle tradizioni terrestri una vera scopa di saggina e un grande sacco di iuta. Befy-3K, per la prima volta nella sua esistenza digitale, “salì” su quella scopa. Fu una sensazione strana, ma l’antico potere della magia dell’Epifania prese il sopravvento.

Con un colpo di tosse digitale e un fruscio di paglia, Befy-3K si lanciò nell’atmosfera terrestre. Viaggiando con la sola forza della tradizione e un pizzico di polvere di stelle, la Befana del futuro, su una scopa del passato, riuscì a consegnare ogni singolo dono e ogni pezzetto di carbone.

I bambini, svegliandosi la mattina del sei gennaio, trovarono nelle loro calze futuristiche di tessuto intelligente non solo i robot e le caramelle sintetiche ma anche, in alcune di esse, un piccolo, inaspettato pezzo di carbone vero che sapeva di camino a legna e di storie antiche.

Quella notte, Befy-3K imparò che, non importa quanto il mondo cambi o quanto si diventi avanzati, a volte la soluzione migliore è riscoprire la magia delle cose semplici e delle tradizioni che resistono al tempo. E la sua scopa spazzò via non solo le negatività dell’anno vecchio, ma anche ogni dubbio sulla forza dell’antica leggenda.